Vivere tra due mondi: un cuore diviso
Ci sono momenti nella vita in cui ti senti perfettamente a tuo agio… ma mai del tutto.
Ed è così che mi sono sentita io per molti anni, e ancora oggi: una persona con il cuore diviso tra due mondi.
Sono partita dall’Italia più di vent’anni fa. Prima in Spagna, poi in Cile.
Sono tornata in Italia solo di recente, con due figlie e una valigia piena di esperienze, lingue, storie e sfumature.
Ma al mio ritorno, qualcosa si è fatto chiaro: non ero più la stessa.
E forse, non lo sarò mai più.
In Cile: “La italiana”
Quando vivevo in Cile, tutti mi chiamavano “la italiana“.
Mi riconoscevano subito dall’accento, dai gesti, dal modo di cucinare la pasta (sempre al dente, ovviamente!).
E per me non era un problema, anzi: era un modo per portare con me una parte delle mie radici.
Ma essere “la italiana” voleva dire anche portarsi dietro aspettative, cliché e a volte sentirsi osservata.
Anche dopo tanti anni, restavo comunque “quella che viene da fuori”.
Ma in qualche modo, questa distanza mi ha permesso di osservare il Cile con occhi aperti e curiosi, e di imparare davvero tanto.
Dalle relazioni più calorose, dalla gentilezza quotidiana, dalla resilienza di un popolo capace di rialzarsi dopo ogni terremoto, letterale o metaforico.
In Italia: “Ma tu non sei proprio italiana…”
Tornata in Italia, con un accento che ormai ha preso suoni latini, con espressioni che mischiano spagnolo e cileno, con un modo di fare che a volte suona “straniero“… mi sento dire: “Ma tu non sei proprio italiana italiana, eh?”
E allora rido, perché è vero.
Non sono più soltanto italiana.
Il mio modo di pensare è stato plasmato da vent’anni di vita altrove.
Sono più aperta, più tollerante forse, ma anche più esigente.
E quando parlo della mia vita passata, spesso le persone mi guardano come se stessi raccontando qualcosa di esotico o irraggiungibile.
L’identità fluida: né di qua, né di là (ma un po’ ovunque)
Questa doppia (tripla?) identità non è sempre facile da portare.
Ti senti straniera ovunque, ma anche a casa ovunque.
In Cile mi manca l’Italia. In Italia, sogno i tramonti cileni.
Parlo con le mie figlie in spagnolo e in italiano. Mi commuovo ascoltando una canzone andina o sentendo il profumo del mare Adriatico.
È come vivere in una terra di mezzo.
Un luogo in cui impari ad adattarti, a riconoscere le sfumature, ad abbracciare la complessità.
Non si tratta solo di una questione linguistica, ma di sentirsi parte e allo stesso tempo diversa.
Ma è proprio da questa posizione intermedia che nascono le storie più interessanti, i ponti più forti, le connessioni più vere.
Un’identità che arricchisce
Se anche tu ti senti così, se vivi tra due paesi, due culture, due cuori… sappi che non sei solo.
E che questa doppia identità, per quanto a volte confusa, è una ricchezza.
Una finestra su più mondi.
Una sfida continua, sì, ma anche una fonte infinita di empatia e possibilità.
Io sono italiana. Sono anche cilena, in un certo senso.
E sono Perla, con tutto quello che ho vissuto. E oggi, finalmente, va bene così.