Tra due mondi
Vivere all’estero per 20 anni ti cambia. Non è solo una questione geografica, ma un cambiamento profondo, interiore. Io ho passato 8 anni in Spagna e poi 12 in Cile, due Paesi che mi hanno formata, accolta, sfidata.
Ho costruito la mia vita fuori dall’Italia, e proprio quando pensavo che forse non sarei mai più tornata stabilmente, eccomi qui. Di nuovo in Italia. Ma non nella mia città natale: in un paesino di mare in Abruzzo, bello e turistico in estate, ma per me completamente nuovo.
Ed è proprio qui, nel silenzio delle abitudini da ricostruire e nella lentezza delle giornate diverse, che ho cominciato a vedere le cose con occhi nuovi. Occhi che appartengono a qualcuno che ha vissuto tra due (o tre) mondi. Ecco allora le 10 cose che ho notato – e sentito profondamente – solo tornando a casa.
1. Il costo della vita: Italia, quanto mi costi!
La prima differenza l’ho sentita nel portafoglio. In Cile riuscivo a vivere decentemente con uno stipendio medio, nonostante la sanità e l’istruzione fossero in gran parte private. In Italia, tutto costa di più: dalla spesa al parrucchiere, dalle bollette al caffè al bar.
La cosa che colpisce di più è che gli stipendi italiani non sembrano seguire il costo della vita. Ci si arrangia, certo, ma ogni scelta ha un peso. E ogni giorno mi ritrovo a fare confronti con il passato: “in Cile questa cosa costava la metà”. E non è nostalgia, è pura constatazione.
2. I rapporti umani: meno sorrisi, più distanza
In Cile, anche nelle grandi città, le persone ti parlano. Ti chiedono come stai, ti sorridono per strada. I rapporti sono più spontanei, più caldi. Qui in Italia ho trovato una socialità più riservata. Le persone sono gentili, ma meno espansive. Si fatica un po’ a entrare nelle relazioni, almeno all’inizio.
Mi manca la naturalezza dei rapporti cileni, quella cosa che ti fa sentire a casa anche in una botillería qualsiasi. Qui il senso di comunità è più chiuso, più legato alle famiglie e ai gruppi già formati. Serve tempo per sentirsi parte.
3. Il ritmo della vita: la corsa contro il tempo
In Italia, soprattutto nel centro-nord, c’è una frenesia costante. Tutti hanno qualcosa da fare, da risolvere, da pianificare. In Cile (e in Spagna, devo dire) ho respirato un’aria diversa. I ritmi sono più umani, c’è più spazio per il “tempo morto”, per la conversazione, per la lentezza.
In Italia, anche il tempo libero è spesso pieno di aspettative: “devo fare, devo riuscire, devo ottimizzare”. E io, dopo anni in cui avevo imparato a rallentare, mi trovo un po’ disorientata.
4. La burocrazia: un incubo senza fine
Credevo che la burocrazia cilena fosse complicata. E invece, tornata in Italia, ho scoperto che qui è una vera giungla. Per ogni pratica ci vogliono documenti, firme, appuntamenti, file. E spesso, nonostante tutto, manca sempre qualcosa. È frustrante, soprattutto dopo anni in cui avevo imparato a gestire tutto online o con maggiore elasticità.
5. La bellezza diffusa: l’Italia è un museo a cielo aperto
Ma voglio dirti anche una cosa bella: l’Italia è incredibilmente bella. Dopo anni passati in Sud America, dove la natura è grandiosa ma le città a volte più semplici, mi sono emozionata nel ritrovare borghi, piazze, dettagli architettonici ovunque.
Ogni passeggiata diventa un viaggio nella storia, ogni angolo ha una storia da raccontare. Anche il paesino dove vivo ora, che prima non conoscevo, mi regala scorci incredibili tra mare e colline. Una bellezza che a volte noi italiani diamo per scontata.
6. I servizi pubblici: tra luci e ombre
In Cile, molti servizi sono privatizzati. Sanità, istruzione, trasporti: tutto costa. In Italia, invece, esiste ancora un sistema pubblico che, nonostante mille difetti, ti garantisce un minimo di protezione.
Ma ci sono anche lentezze e inefficienze che ti fanno perdere la pazienza. La sanità ha liste d’attesa infinite. I trasporti sono spesso inaffidabili. Ci si arrangia, ma anche qui, con tanta pazienza.
7. La natura urbana vs quella selvaggia
Il Cile è natura selvaggia. Le Ande, i deserti, la Patagonia, l’oceano: tutto è estremo. In Italia la natura è più addomesticata, ma incredibilmente accessibile. Vivo ora vicino al mare, e adoro potermi fare una passeggiata al tramonto con le bambine.
Ma mi mancano i silenzi profondi della Cordigliera, i cieli infiniti dell’Atacama, i vulcani innevati. Quella sensazione di essere minuscola davanti alla natura.
8. I bambini e la scuola
In Italia ho trovato una scuola più strutturata, più esigente. I bambini studiano molto, hanno tanti compiti, tante regole. In Cile, la scuola pubblica era forse meno efficace, ma i bambini avevano più libertà, più creatività, più tempo per essere bambini.
Qui noto che c’è una pressione maggiore già da piccoli. E questo mi fa riflettere su che tipo di adulti stiamo cercando di crescere.
9. La questione sociale: due ferite diverse
In Cile la disuguaglianza è visibile. Quartieri ricchi e poveri convivono fianco a fianco, e sai esattamente dove ti trovi. In Italia, è tutto più sfumato, ma le difficoltà ci sono eccome. Solo che sono meno visibili, più nascoste, a volte anche più silenziose.
Il senso di precarietà è diverso, ma esiste in entrambi i Paesi. E questo mi fa capire che ogni società ha le sue ferite, anche se le manifesta in modo diverso.
10. L’identità divisa: né di qua né di là
Questa è forse la parte più difficile da raccontare. Tornare in Italia dopo 20 anni all’estero significa anche non sentirsi più del tutto italiana. Ma allo stesso tempo, non sono cilena, né spagnola. Sono un po’ tutte queste cose insieme. E a volte, nessuna di esse.
Vivere tra due (o più) mondi ti rende ibrida, ti arricchisce, ma ti lascia anche sospesa. Non hai più radici fisse, ma ali grandi. E questo, se lo accetti, può diventare un dono.
Conclusione
Tornare in Italia dopo così tanti anni è stato un ritorno fisico, ma anche una ricerca di me stessa. Sto imparando a integrare tutte le parti di me: la ragazza che è partita piena di sogni, la donna che ha vissuto in due continenti, la madre che ora cresce due figlie in una nuova terra.
E se anche tu ti senti divisa tra due paesi, due vite, due cuori… sappi che sei in buona compagnia. Raccontami la tua storia nei commenti, o scrivimi. Questo spazio è anche per te.
Con affetto,
Perla